giovedì 5 giugno 2008

Rifiutiamoli?


Quest’oggi le parole di Napolitano hanno suonato con vigore. E se deve ri-intervenire sull’argomento rifiuti non è per un caso, ma in seguito ad una affermazione di Roberto Castelli (Lega Nord) schieratosi a difesa della sua gente – manco se l’Italia fosse già divisa in due tronconi – ironizzando sui “soliti cattivoni del nord”, considerati tra i responsabili dell’emergenza. Se un Capo dello Stato interviene ci devono pur essere degli elementi forti a sostegno delle sue parole. E una relazione della Commissione Parlamentare sui rifiuti mi sembra una fonte più che attendibile, diciamo certificata.
Leggendo ciò il ricordo corre veloce e immemore alle parole di Roberto Saviano che avevo ascoltato qualche tempo fa al TG1. Sono andato a verificare la sua inchiesta e risale ancor prima, ad un anno orsono – il 2 giugno 2007 - “L’Espresso” dal titolo “Ecco i padrini dei rifiuti”. Non credo che Saviano fosse un profeta o un santone, ne tantomeno un ciarlatano come qualcuno, sempre della Lega, lo aveva definito. In quell’articolo i primi padrini in ordine di comparsa (e di fatto) sono la camorra, subito dopo gli imprenditori settentrionali rei di aver “sfruttato le occasioni di risparmio offerte dalla criminalità per smaltire al sud le scorie tossiche, rifiuti speciali e ordinari di ogni specie”.
La “cogestione” da parte della camorra di rifiuti provenienti dalle regioni del Nord di cui parlava oggi Napolitano riferendo di atti parlamentari è la stesa identica realtà descritta e denunciata da Saviano un anno fà e il suo “Gomorra” ne è forse la sostanza (dico forse perché non l’ho letto).
In quell’inchiesta Saviano parla anche di responsabilità politiche evidenti e fà come sempre nomi e cognomi. La politica costituisce l’anello di congiunzione per concretizzare il malaffare tra camorra e imprenditoria. E il mosaico si compone sempre allo stesso modo, con gli stessi passaggi, gli stessi legami. Il processo è certificato: criminalità-imprenditoria-politica.
Questo stà forse diventando un luogo comune?
Il problema dei rifiuti non era di facile e rapida soluzione si sapeva. Ma l’emergenza rifiuti sembra ancora lontana da una soluzione. Per giungere alla “normalità” l’impressione è che si voglia percorrere la strada più breve che, in questi casi, non necessariamente corrisponde a quella migliore. Ad esempio attivare subito le discariche e militarizzarle è giusto? Chiedo.
Ma cosa manca e che cosa si stà facendo? E questo il mio tormentone più grande, dal momento che di chiacchiere se ne sentono a iosa, eppure i fatti non si percepiscono.
E ancora il problema risiede davvero nello scarso numero di discariche, di termovalorizzatori o di impianti di compostaggio in Campania? Il nostro Presidente-Cavaliere qualche settimana fa era uscito con un programma a 17 articoli, dimenticandosi forse che per la “smorfia” quello è un numero sfortunato. E i Napoletani lo sanno bene. Un programma che mi è sembrato poco organico e incongruente ed il “Santo subito” apparso sui muri non era poi forse così “campato”.
Vorrei tanto sbagliarmi, magari invaso da tanto pessimismo per la vicenda ho le idee confuse.
Qualcuno mi illumini.

2 commenti:

P@kipsy ha detto...

Per risolvere il problema rifiuti prima di tutto ci vorrebbe una assunzione di responsabilità SERIE della politica. La politica, no destra e sinistra, ma lo Stato deve prima di tutto chiedere scusa (le colpe sono trasversali e chi ha potuto mangiare lo ha fatto) e quindi trasmettere sicurezza al territorio che si volta pagina. Non ho ascoltato l'intervento di Berlusconi a Napoli, ho letto qualcosa ma altro mi è sfuggito. Lo stato, il nuovo Governo "deve" usare toni altrettanto perentori nel comunicare la necessità di una azione di bonifica al fianco della necessaria azione di realizzazione di disceriche utili per il tempo necessario di realizzazione di un verio e proprio piano. Le popolazioni, Pianura ieri e Chiaiano oggi, non se la sono inventata. Il dibattito mediatico non sottolinea un fatto evidente, il territorio è DEVASTATO dalla presenza di rifiuti tossici! Non a caso Pianura è stata scartata, ricordo che mentre si delineavano le ragioni dei cittadini del territorio poco a poco si scopriva che cosa aveva subito quella terra, lo stess stà accadendo a Chiaiano. Non deve essere solo e sempre il popolo a riosolvere (o meglio "a non risolvere") giò che la politica a causato. BONIFICA! DISCRICA! questo è quello che vorrei ascoltare e leggere nel circo mediatico

the opinion maker ha detto...

Discariche-inceneritori-differenziata, con l'ausilio delle forze armate! Dico, le forze armate.
Questa la ricetta del Governo in carica per mettere fine alla vergogna.

Di tutta questa vicenda mi colpisce la grandesfiducia della gente campana nei confronti dello Stato. Uomini e donne pronti a far fronte comune, non contro le mafie, ma contro ogni tipo di provvedimento preso Governo, di qualsiasi colore, contro l'emergena rifiuti.

E' tutto dire e credo che la situazione in Campania sia oramai totalmente fuori controllo.

In alcuni quartieri di Napoli e nei paesi dell'hinterland, nella provincia di Caserta e di quella a Nord di Salerno comanda la camorra e questa è una situazione di fatto che Saviano - proprio ieri ho visto il film "Gomorra ispirato al suo libro - non ha fatto altro che "romanzare" con la sua incredibile capacità di narrazione.

Per lo meno ora i politici che si giravano dall'altra parte quando si parlava di Napoli e dintorni ora sanno come si vive in certi quartieri e in certi paesi della Campania.

Continueranno ad agire come hanno sempre fatto ocercheranno veramente di ristabilire la legalità? Se questo è l'obiettivo allora lo Stato dovrà guadagnarsi la fiducia dei cittadini e questa è una battaglia che va combattuta su tutti i fronti: istruzione, politiche di sviluppo e del territorio, sicurezza ecc...